La Cassazione, con  sentenza n. 4018 del 19 febbraio 2013 ha respinto il ricorso di uno sciatore che intendeva ottenere un risarcimento a seguito di una sua caduta sulla pista da sci, confermando la decisione di merito che invece gli addossava per l’intero la responsabilità dell’accaduto per essere finito su una staccionata non segnalata.

Vengono ovviamente considerate le caratteristiche tecniche della insidia in senso di prevedibilità e visuale oggettiva e soggettiva dell’ostacolo onde fissare la scriminante della responsabilità.

Difatti Il principio espresso dalla Suprema Corte è stato che:affinchè si possa pervenire all’individuazione di un comportamento colposo in capo al gestore, ex art. 2043 del codice civile, con conseguente risarcimento del danno, è necessario, sulla base dei principi generali, che il danneggiato provi l’esistenza di condizioni di pericolo delle pista che rendano esigibile (sulla base della diligenza specifica richiesta) la protezione da possibili incidenti, in presenza delle quali è configurabile un comportamento colposo del gestore per la mancata predisposizione di protezioni e segnalazioni, mentre sul gestore ricade l’onere della prova di fatti impeditivi della propria responsabilità, quali la possibilità che l’utente si sia trovato a percepire o prevedere con l’ordinaria diligenza la situazione di pericolo”.

Per questo, attenzione sciatori, non sempre si ottiene un risarcimento da una caduta sulla pista da sci….. e forse sarebbe meglio non cadere!!